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Gex
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mwfgGex (pronuncia moderna: mwfwAFI: [ʒɛks], pronuncia desueta o locale: mwgqAFI: [ʒɛ]cite-ref-2[2]; in mwhwarpitano mwiaGèx, in mwiqitaliano mwigGesiocite-ref-3[3]) è un mwjwcomune francese di 10mwka 893 abitanti situato nel mwkqdipartimento dell'Ain della regione dell'mwkgAlvernia-Rodano-Alpi.

È capoluogo dell'mwlaarrondissement di Gex (circoscrizione), che raggruppa 3 cantoni e 29 comuni per un totale di 73mwlq 701 abitanti (2008).

Gex si trova ai piedi del mwlwmassiccio del Giura. Questo ha permesso lo sviluppo turistico legato alla stazione di Mijoux-La Faucille, accessibile tramite il Colle della Faucille.

La maggior parte degli abitanti è frontaliera e lavora in mwmwSvizzera, soprattutto nel settore terziario e presso il mwnaCERN.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Storia

Antichità

Gex è abitato dal 1800 a.C. Circa 220 anni prima dell'era Cristiana a Gex e nella campagna circostante si installarono un'orda di guerrieri, i "Gesati", chiamati così perché armati di un mwpagaesium, una specie di lancia di ferro. La cittadina cadde in seguito sotto l'occupazione mwpqromana.

Medioevo

Léonette di Ginevra, signora di Gex, nata nel 1230, bisnipote del conte di Ginevra Amedeo I, porta la città di Gex in dote a Simone II di mwqaJoinville, terzo figlio di mwqqSimone di Joinville e di Beatrice di Auxonne, signore di Marnay, in occasione del loro matrimonio nel 1252. Questi venne al Castello di Marnay per ricevervi la signoria di Gex.

Nel mwraXIII secolo i signori di Joinville appuntano un castellano e un giudice nella cittàcite-ref-0-4-0[4]. Il 7 novembre 1292 furono firmate le franchigie di Gex, che permisero di definire i diritti e i doveri dei cittadini. Nel 1343 Ugo di Joinville istituisce un convento dei Carmeliti, che con la chiesa di S.Giorgio era accostato alle mura.cite-ref-0-4-1[4]

Il 1º marzo 1305 Gerardo di Grèsy (mwtgSavoia) vende a Guglielmo di Joinville la torre della mwtwMaladière e il castello di Tougins.cite-ref-5[5]

Il 13 novembre 1353 la cittadina di Gex e il suo castello sono conquistati dai Savoiardicite-ref-6[6] e il Pays de Gex farà parte per circa due secoli dello mwwqStato della Savoia.

XVI secolo

Il mwxapays de Gex viene invaso nel mwxq1536 dai mwxgBernesi, che creano un mwxwbaliaggio, diretto da un balivo. Viene poi restituito alla Savoia con i trattati di mwyaNyon del mwyq1563 e di mwygLosanna del mwyw1564. I mwzaGinevrini conquistano la zona nel mwzq1589cite-ref-7[7]. I Sabaudi, con l'aiuto degli Spagnoli, tentano più volte di rimpadronirsene, invano, e compiono diversi massacri. In uno degli ultimi attacchi la città di Gex è incendiata due volte, il 23 e 30 luglio mwag1590, lasciando indenni solo poche case. Le mura che proteggevano la cittadina dal mwaw1550 sono state distrutte in questi anni. L'attuale municipio risiede nel punto dove sorgeva la porta mwbadi Bonmont o mwbqdell'orologio.

Nel mwbw1601 il pays de Gex, insieme ad altri territori sabaudi, viene definitivamente riattaccato alla Francia dal mwcatrattato di Lione, sotto il regno di mwcqEnrico IV, in cambio del mwcgmarchesato di Saluzzocite-ref-8[8]. Il re mantiene il balivo, responsabile dell'amministrazione, della polizia, delle tasse, degli affari militari e della giustizia. Le sue funzioni saranno poi spartite tra un tenente civile e criminale (per la giustizia) e un delegato dell'intendente di mwdwBorgogna (per l'amministrazione).cite-ref-0-4-2[4]

Epoca contemporanea

A partire dal 1814 Gex diventa una sottoprefettura. Il 20 novembre 1815 un mwfgtrattato tra la Francia e le potenze della Coalizione fissa, tra le altre cose, i confini con la Svizzera e i sei comuni di mwfwCollex-Bossy, mwgaLe Grand-Saconnex, mwgqMeyrin, mwggPregny-Chambésy, mwgwVernier e mwhaVersoix sono rimossi dal pays de Gex e attaccati al mwhqcantone di Ginevra.

Nel XVIII secolo la cittadina supera 2mwhw 000 abitanti. Il suo sviluppo continua nel XIX secolo grazie a un'intensa attività agricola, con fiere e mercati. Era presente anche un tramway.cite-ref-0-4-3[4]

Nel 1923 è morto a Gex sulla strada nazionale 05, il pilota automobilistico italiano mwjqEvasio Lampiano. Un cenotafio commemora il suo incidente.

Durante la mwjwseconda guerra mondiale Gex vede il passaggio di mwkaKlaus Barbie, allora nominato capo della sicurezza, che per qualche mese usa la città come base d'appoggio per una missione di spionaggio in Svizzera. Al momento della liberazione di Gex il mwkq21 agosto mwkg1944 vengono scambiati dei colpi di arma da fuoco tra i tedeschi in fuga e la 5ª divisione blindata francese, in arrivo dalla mwkwProvenza.cite-ref-9[9]

A partire dal 1952 Gex sviluppò un turismo invernale grazie alla stazione di Mijoux-La Faucille, accessibile dal mwmqcol de la Faucille. L'arrivo di una moltitudine di lavoratori frontalieri e del mwmgCERN trasforma la città, dando il via alla creazione di nuovi quartieri. Il centro storico, con edifici del XV e XVI secolo, e la chiesa, ristrutturata nel XIX secolo e vandalizzata nel weekend dell'mwmwAssunzione del mwna2015, sono stati conservati.cite-ref-10[10]

Ora un'importante parte della popolazione è mwogfrontaliera e lavora in mwowSvizzera, particolarmente nel mwpasettore terziario.

Simboli

Il comune di Gex ha adottato uno stemma ufficiale:

«d'azzurro, a tre

mordacchie

d'oro,

una sull'altra

; con il capo d'argento, al leone nascente di rosso. Lo scudo è sormontato dalla corona di

barone


Questo era inizialmente il blasone della famiglia Joinville, originaria dello mwrgChampagne, e portato da Simone di Joinville, diventato signore di Gex intorno al 1250 sposando Lionetta di Gex.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwtwINSEE popolazione legale totale 2013
cite-note-22. mwuw(mwvamwvqFR) Super User, mwvgmwvwToponymie arpitane: les noms en -oz, -az, -ex, -ix, su mwwaArpitania.eumwwq :: Le Portail de l'Arpitan. mwwgURL consultato il 15 novembre 2025.
cite-note-33. mwxgGirault de Saint-Fargeau, Eusèbe, mwxwmwyaDictionnaire géographique, historique, industriel et commercial de toutes les communes de la France et de plus de 20,000 hameaux en dépendantː illustré de 100 Gravures de Costumes coloriès, Plans et Armes des Villes, etc., Parigi, Gustave Havard editeur, Rue des Mathurins-Saint-Jacques 24, p.mwyq 127.
cite-note-0-44. Dal pannello informativo nella piazza del Municipio
cite-note-55. Joseph Brossard, mw1wHistoire politique et religieuse du pays de Gex, mw2ap. 93.
cite-note-66. Charles-Laurent Salch, Joseph-Frédéric Fino, mw3aAtlas des châteaux forts en France, Strasbourg, Éditions Publitotal, 1988, p. 26.
cite-note-77. Henri Fazy, mw4aLa guerre du pays de Gex et l'occupation genevoise 1589-1601, Londra, British Library, 2011 (riedizione) ISBN 978-1-241-45644-3 e ISBN 1-241-45644-5)
cite-note-88. Francesco Cognasso, mw5gI Savoia, Milano, Corbaccio, 1999. ISBN 88-7972-135-6. p. 376
cite-note-99. Ufficio del turismo di Gex, mw6wGex, 700 ans d'histoire, p. 130
cite-note-1010. Da un articolo di mw7wL'actualité de l'Ain avec La Voix de l'Ain

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gex

Collegamenti esterni

• (FR) Sito ufficiale, su gex.fr.
• Ville de Gex (canale), su YouTube.